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Giriam giriamo intorno al sole
intorno alla luna la terra s'avvita
non muoriamo di morte noi
di capogiro perdiamo la vita

- The Crow -

 


 



14 maggio 2012

Due cuori e una gallina

Nemmeno la famiglia Mulino Bianco ha retto alla solitudo moderna.
Nemmeno il biscotto è sopravvissuto all'individualismo.
L'ultimo spot del brand Barilla - Mulino Bianco, appunto - ha abbandonato mamma papà e pargoli bi-genere a favore di un affascinante mugnaio spagnolo.
L'ambientazione è d'effetto, tra la luce e i colori caldi e questo fornaio ossessionato giorno e notte dalla bontà dei suoi prodotti genuini e sani.
Per la prima volta entriamo nel magico mulino che per decenni ci ha viziato a suon di Pan di stelle e scopriamo che è meraviglioso.

Solo un appunto agrodolce:
il bel fornaio è solo, bambini e ragazze sono occasionali visitatori del suo feudo, il capo lavora giorno e notte e confida progetti e nuove idee a una gallina.
Il rapporto tra Rosita - così si chiama la pennuta ovipara - e il mugnaio è insolito, fatto di scambievole adattamento, tanto che una volta lei staziona sulla poltrona domestica, l'altra lui la raggiunge sul tetto.


Passano gli anni e cambiano i modelli che raffigurano e condizionano la nostra società: oggi la pubblicità contempla raramente la raffigurazione della famiglia e di rapporti che siano più lunghi del qui e ora.
Anche il Mulino ha fatto questa scelta, pur regalando uno spazio rassicurante e fortemente piacevole all'audience, con un Banderas che diventa simbolo di tradizione e di passione per il cibo sano e gustoso, quasi ossessionato dalla bontà delle sue creazioni.

Ipotesi di una sparizione

Perché il Mulino ha preferito il singolo alla famiglia?
1. Perché gli italiani non si riconoscono più nel nucleo mamma-papà-pargoli
2. Perché l'ambiente familiare non è più vissuto come rassicurante

Gli italiani non si rispecchiano davvero più nella famiglia tradizionale? Il focolare domestico non è simbolo di calore ma di stress, problemi, difficoltà? Entrambe le ipotesi sono inquietanti.

Un appunto in più...

Ancora una volta la competenza è di possesso esclusivo di una figura maschile (la mugnaia avrebbe fatto troppo nonna coi biscotti?), ma stavolta non è sinonimo di saper fare italiano, ma straniero. Ecco un altro punto su cui sarebbe interessante riflettere.




 


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9 aprile 2012

Perché stupisce la solita minestra

Hanno usato i soldi del partito a fini privati.
Coinvolti il presidente-fondatore e il focolare domestico. Non solo a suon di candidature, ma si scopre che c'è sotto qualcosa di più.
Ormai noi italiani abbiamo un callo difficile da scalfire.
Eppure lo stupore c'è stato. Perché?


Stupisce perche è successo con colui che sbraitava "Roma ladrona"
, nonostante in realtà probabilmente siamo stati noi a fraintendere lo scopo del grido: che volesse forse modificare il sostantivo, non l'aggettivo?
Non stupisce il ritorno di Lady Bossi, la strega dei cliché (di cui avevo già parlato con preveggenza, tanto per rimanere in ambito mistico). A lei stavolta è stata affiancata la seconda fattucchiera del male, Rosy Mauro la "nera". 
Stupisce l'immagine che alcuni giornali hanno cercato di dare di un Trota astuto e malvagio che frega il povero inconsapevole padre. No, questo sconfina nell'incredibile, lo stupore non sarebbe sufficiente.

E soprattutto non stupisce che per salvare il salvabile la Lega si appoggi ancora una volta al linguaggio baresco (non barese, ma da bar) fatto di stereotipi e banalità che toccano il cuore del popolo checelhaduromaprobabilmentemenoriccodelcapo.

Il giorno dopo le dimissioni sono esplose notizie sulla passione per cartomanzia e magia nera della moglie.
E poi i proclami del "Tutti uniti", a cui si aggiunge un "La pulizia già in atto".

Stupisce invece
la ricerca di "Voices From the Blogs", pubblicata da Il Fatto quotidiano, che rileva che la maggior parte degli italiani elegge come colpevole non Bossi - il capo alla guida del partito e fino a ottobre pure del Paese - e nemmeno il tesoriere che si è piegato alla cupidigia, o il figlio Renzo che si è comprato l'auto. No, nessuno di questi. Puntano il dito contro il cerchio magico. Ma non solo.
Mentre il figliol prodigo si è dimesso (accompagnate da un "ho fiducia nella magistratura"), i leghisti più duri nei blog e nelle pagine di facebook danno la colpa a loro: i meridionali, anzi LE meridionali (pure donne, che non celhannonemmenoduro).
Eccole di nuovo, la "Rosy e Manu, le due terrone che hanno fregato Umberto", come gentilmente le definisce Libero.

La tecnica de Il Foglio è la più infida e papabile per gli amanti dei cliché rassicuranti.
Iniziamo con il titolo, che sottolinea una mascolinità bossiana di re del castello (Ritratto del Capo nella sua isola delle femmine, su in Padania), dove le donne sono semplificate nella pura definizione di genere, senza altro ruolo, solo "femmine". Naturalmente l'isola è su, si sa mai che la ventennale frequentazione leghista di Roma creasse dubbi.

Le tecniche sono da manuale (e forse già viste):
- sottolineare le fragilità dell'uomo che sbaglia lo rende più simpatico, più vicino a noi. Ancor più se è vittima della donna e della casa ("in fondo è sempre stato prigioniero delle sue donne")
- sminuire la donna - in questo caso Rosy Mauro - innanzitutto per lo stile con cui si veste ("ai piedi ha mocassini modesti e il gusto è restato quello dell’operaia che si è fatta strada nella vita, ma non ha avuto tempo per le raffinatezze"), perché ok le canottiere dell'Umberto, ma le leghiste sono innanzitutto donne (o femmine, termine più sessuato) e devono mantenere un'immagine adeguata
- infine la protezione anche per eventuali scandali futuri: non bastano due Eva a tentarlo, ma Umberto Bossi è "ostaggio anche delle donne del movimento, sempre più numerose".
Stupisce che sia una donna a scrivere tali stereotiperie*?   (*licenza poetica)
No, neppure tanto.

Infine stupisce
che dopo tanti anni (migliaia e migliaia) la storia di Adamo ed Eva faccia ancora tanta presa, con quel po' di magia e misticismo che non guasta. Per fortuna non si fanno più roghi.

La Lega continuerà a fare punti a suon di stereotipi?
Misureremo domani l'orgoglio - ferito? - leghista.




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13 febbraio 2012

Regine della casa

Meno pagate e fanno pure il doppio lavoro.
Ecco le lavoratrici italiane: con stipendi medi di 1.131 euro al mese (dati del Rapporto sulla coesione sociale ISTAT) - 20% in meno della media maschile (1.407 euro al mese) - e in più costrette al doppio lavoro perché oltre il 70% dei lavori domestici gravano ancora sulle loro spalle.

Le cause
1. diverso accesso a opportunità di carriera e formazione
2. le competenze femminili sono sottovalutate perché considerate innate e non competenze acquisite (fare le pulizie, cucire), al contrario degli uomini che anche per lavori considerati prettamente maschili guadagnano in media di più
3. poche donne ai posti di comando, sia in politica sia in economia, nonostante in Europa l'81% delle donne raggiunga un diploma di scuola superiore, contro il 75% degli uomini.

Conseguenze
Anchele pensioni (avendo guadagnato in media il 20% in meno degli uomini a parità di anni di lavoro) saranno più basse, e quindi le nonnine saranno pure soggette a un maggior rischio di povertà. Tutto questo mentre si sollazzano ad aiutare le figlie nel tenere i nipotini, naturalmente.

Consoliamoci quindi: non siamo retribuite come l'uomo, non ricaviamo le stesse soddisfazioni nel lavoro, ma il titolo di reginette del focolare domestico non ce lo leva nessuno - ma proprio no - e a nessuna età.

Vedi Colmare il divario retributivo di genere nell’Unione europea della Commissione europea Giustizia


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31 gennaio 2012

l'oggetto dell'ariston

Signori e signori, ecco la donna dell'ariston.
E sa pure parlare, anzi ripetere quello che le viene suggerito, ma con un po' di pazienza e rigidità nell'insegnamento, anche lei riesce a ripetere le paroline nel modo giusto.
Nessuno cura più l’immagine della cara Mamma Rai? Troppo vecchia e poco scollata per curarsene?

L'accento straniero e il balbettio ricordano i più beati stereotipi delle tedesche vacanziere dei film di De Sica, poi c'è il Papaleo che sussurra nel ruolo del marpione che adesca le giovinette, su tutti un Morandi che presenta il prodotto scartando pure la confezione perché non se ne perda una curva.

E' partita una protesta di Mailbombing
: mentre noi cerchiamo di migliorare culturalmente e sopravvivere economicamente (non solo il lavoro, anche la dignità deve sopravvivere con noi), ecco l'ennesimo esempio di come bastino 30 secondi per ristabilire la supremazia dello stereotipo sulla crescita culturale.

Ecco la mia mail:

Gentilissimi,
la responsabilità culturale, civile e sociale dovrebbe contraddistinguere il vostro lavoro.
Il servizio del Tg1 del 25 gennaio sul Festival di Sanremo sottolinea l’incapacità di assumersi questo compito, costringendoci ancora una volta a sorbirci lo stereotipo del vecchio incapace di contenere i propri istinti e della giovane donna succube delle sue moine.
Siamo in Italia, un paese ancora fermo su valori antiquati che distinguono la persona in uomini e donne, dove queste ultime
1. non hanno lavoro
2. quando ce l’hanno, non hanno le stesse responsabilità, retribuzioni, possibilità di carriera dei colleghi uomini
3. sono costrette a sostenere l’intero welfare familiare sulle proprie spalle accanto a uomini onnipotenti fuori casa e impotenti in casa
4. sono considerate incompetenti in tutti i campi, ottime solo se l’aspetto fisico ne consente l’esibizione

Spero capiate quindi che un servizio così, inviato tra l’altro durante l’edizione ammiraglia del Tg ammiraglio, non può che incentivare e confermare la povertà culturale dietro la nostra tv nazionale.
Ma che significati comunica la giovane straniera (“la donna del festival”, neppure il diritto al nome) tra il sussurrante ultracinquantenne Papaleo e l’ultrasessantenne Morandi che la spoglia?
Così, dopo lo scandalo del super compenso per Celentano (li darà pure in beneficenza, ma il senso del super compenso mentre il resto d’Italia piange non muta), ecco un altro capitombolo di gusto.
Nessuno cura più l’immagine della cara Mamma Rai? Troppo vecchia e poco scollata per curarsene?

Confidando in un cambiamento radicale e in una premiazione del merito,
porgo cordiali e speranzosi saluti.

Questi i link di chi ha segnalato la situazione. Diamoci da fare.
Il Corpo delle Donne
Associazione Pulitzer
Linkiesta
Un altro genere di comunicazione
Dis.amb.iguando


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3 gennaio 2012

Povere D

Per puro spirito masochista di inizio anno, ho deciso di farmi un giro su una delle testate di legittimata autorevolezza dedicata alle donne.
Non è la prima volta che ci cado: solitamente succede quando - tra le notizie di una manovra e le tragedie di una crisi - mi lascio traviare dalle notizione prendi-fiato che sgomberano la mente dai pensieri cattivi. Sì, insomma, quando seguo link di improbabili notizie.

Parlo di D-La Repubblica
Il sito che migliora la vita delle donne. Guide, tendenze, notizie per vivere al meglio il proprio tempo.
O almeno così promette.
E mentre sull'ammiraglia lunedì 2 gennaio ci si specializza sulle primarie americane, sulle riforme tecniche-montiane, sui caccia stramiliardari, Grillo, finanza e pensioni, la parte D (ripetiamolo "il sito che migliora la vita delle donne") propone

- amore con un tocco di modernità e interattività, senza però dimenticare un po' di vecchio e sano romanticismo: Senza sesso rischi la salute, Dalla Cina senza amore: Partner cercansi, Xavier il bello (Tienilo d'occhio)

- moda e moda e moda: Roma su misura La moda Bespoke, Divi&cani, I migliori amici dei vip, Look di Capodanno (Soluzioni facili), L'oggetto del giorno Il cappellaio matto

- E poi parliamo di cucina e casa, per non perdere la mano casalinga ma con un tocco di celebrity sicché le vecchie faccende domestiche appaiano moderne (ma non ancora così moderne da essere pubblicate su Le Repubblica for men): Sapori dal mondo: Ricette dalla Grecia, A tavola con le star (Divi&Food), Trasformare casa, Oggi scelgo: Tris d'iris

- Non potevano mancare le classificone di fine anno, naturalmente adeguate al pubblico di riferimento, e quindi: I più belli del 2011, Moda: il meglio del 2011 (Cos'ha fatto tendenza?), Le 10 over 40 più belle del 2011, 2011: l'anno delle pettinature folli (Un diavolo per capello)

- Poi Libri: la Bruxelles mai vista e un confronto tra donne con Mazzamauro/Mannino. Per giustizia di segnala un interessante articolo - targato al maschile - su Economia=ricchezza. Dopotutto l'ecologia è un tema che ha grande pubblico nel femminile.

E, dulcis in fundo, il Cerca sfilate e il Cerca ricette e l'Archivio Moda. Si sa mai che in una crisi di identità non ricordi la ricetta dello spezzatino di mango servito alla premiere di Valentino del 1998.


Eccolo il sito che migliora la vita delle donne.
Sì, delle donne italiane, attualmente disoccupate, oppure sottopagate, oppure molestate, oppure continuamente spogliate o vittime di mariti-padri-fratelli gelosi. Che devono imparare che non basta sembrare veline per fare strada. O che fanno il doppio lavoro in fabbrica e
a casa, e poi allevano bambini e accudiscono anziani, il tutto con la pensione che si allontana.


E' legittimo creare una testata dedicata ad argomenti leggeri.

E' il dedicarla espressamente alle donne che non mi torna.

Nonostante il periodo che ci coinvolge tutti, nonostante i problemi che tutti ci troviamo ad affrontare quotidianamente, La Repubblica sembra dare per scontato che la donna viaggi ancora sulla corsia preferenziale di lustrini, pon pon, cucina e armadio.
E mentre la si conduce per mano al riparo dai problemi e le si suggerisce come acconciare i capelli, il resto del mondo va avanti con i suoi uomini al comando, sicuro che almeno la metà della popolazione non si sentirà legittimata a intervenire e a riprendersi il proprio futuro.
Povere donne.


11 dicembre 2011

Fatti di possesso quotidiano

Lei accusa di stupro due rom.
Un'intera falange juventina decide di vendicarsi.
Lei ammette di aver mentito per nascondere la sua vita sessuale.
Alle spalle una famiglia che considera la verginità della figlia un bene comune.

Bambina, poi ragazza, infine donna.
L'uomo non può rendersi conto di cosa significhi essere continuamente sottoposti al giudizio altrui, alle responsabilizzazioni che il proprio sesso comporta, talvolta (come in questo caso) al comando degli altri. Una ragazzina è preda di una famiglia depravata che non vuole accettare - ma anzi controlla con ingordigia - la sua vita sessuale.

A 16 anni è difficile. Si scoprono nuove sensazioni e un angolo nuovo di mondo. Questo anche un uomo lo può capire, perché anche il maschio a un certo punto comincia a sentire diversamente il mondo circostante.

La differenza:
lui guarda con curiosità e aspettative e desiderio (magari anche un po' di paura) la sua nuova sessualità
lei è imprigionata tra le supersessuate veline (che comandano il mondo con l'avvenenza) e il senso di colpa, di sporco e di impudico che accompagna per la donna l'atto sessuale.

Tanto che una giovane donna, stando alle parole del giornale, racconta come uno stupro la prima volta che ha fatto l'amore.

Gli ingredienti di questa storia sono
- il giudizio degli altri sulla vita personale
- il possesso della famiglia verso la ragazzina
- una sessualità vissuta nella paura
- il razzismo pronto a scatenarsi (e che si è scatenato)
- il branco testosteronico che attacca per difendere i propri beni femminili

Ingredienti degni di una antologia del '900, e forse sarebbe stato meglio che fossero rimasti relegati al secolo scorso.

(appunto: ecco perché è deplorevole fare battute o ironia sull'argomento. Siamo ancora troppo indietro per riderci sopra)


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27 novembre 2011

Diritto di vita, diritto di morte

La violenza maschile sulle donne avviene quotidianamente, non solo il 25 novembre.
E' un fenomeno viscido, tanto comune quanto accettato. Perché gli affari delle famiglie altrui non ci interessano. E allora chiudiamo occhi e orecchie. E intanto la tragedia si consuma (e consuma la persona) vicino a noi, magari nell'appartamento sopra il nostro.
Come per Rachida Radi, egiziana uccisa a martellate dal marito marocchino. Storie di stranieri? Colpa di una cultura diversa dalla nostra?
No, signori, no.

Perché c'è
l'italiano che uccide la moglie,
l'italiano che minaccia l'ex compagna vantandosi di avere già ammazzato altre donne, l'italiano che uccide la madre,
i tre italiani che stuprano una ragazza rumena,
il padre italiano accusato di aver abusato della figlia per 16 anni,
l'italiano accusato di aver ucciso la moglie,
l'italiano che ha sequestrato la moglie per tre giorni,
l'italiano che ha ucciso una collega,
che ha ucciso la sorella,
la moglie,
la fidanzata,
e ancora la moglie,
la moglie,
la moglie,
l'ex moglie.
(grazie alla raccolta di Bollettino di Guerra)
E questi scivolando indietro di appena un mese, da metà ottobre a oggi.

E' impressionante, sinonimo di una cultura ancora antica, immobile, possessiva.
La violenza è ancora per molti sinonimo di essere macho, e il machismo ha duramente infettato gli ultimi anni di cultura. Forza. La forza soprattutto, per l'uomo vero, che protegge o colpisce.
E' difficile trovare parole nuove per un tema che in realtà non è neppure così sentito: alcuni paesi non considerano reato la violenza dell'uomo sulle donne, e anche qui in Italia non si prova la stessa comprensione che per altre violenze sulla persona.

Guardando gli spot e i manifesti circolanti in questi giorni (nemmeno troppi, a dire il vero) eccola la Donna: umiliata, schiacciata in un angolo di stanza, piangente, addirittura sanguinante.
Non si combatte la violenza estetizzando violenza (come spiegato qui da Giovanna Cosenza) Non si combatte parlando di "violenza sulle donne". Parliamo piuttosto di "violenza maschile sulle donne", prendiamo coscienza che avviene in casa, tra le mura domestiche, e spesso il legame che avvince all'aguzzino è anche morbosamente affettivo.
La Comencini ha rappresentato bene questo rapporto d'amore in un video. Forse non ha centrato il messaggio forte del "denuncia" (sono donne deboli che non si riscattano), ma rende bene l'idea della varietà di donne che cadono nella rete della violenza.



 

Deriu centra invece bene la questione della responsabilità maschile che non viene mai affrontata.
L'uomo - vero artefice delle violenze - è deresponsabilizzato
- dal linguaggio: violenza sulle donne, non violenza maschile, solo le vittime sono al centro, ma il problema in realtà, la patologia, è dell'uomo che picchia. Uomo, maschio, spesso parente
- dal pensiero comune: il cervello dell'uomo e l'istinto bestiale, il vero uomo non picchia, ma l'uomo agisce spesso d'istinto. Se è la natura a comandare, di chi è allora la colpa se si diventa violenti?

E alla base c'è la regola tacita del possesso femminile, della dipendenza dall'uomo, dell'incapacità di vivere autonomamente senza appoggiarsi a una figura maschile. Diritto di vita e di morte.

Chi vuole veramente smettere di fare il cavalier servente della principessa nella torre?


13 novembre 2011

Show mustn't go on

Cala il sipario sul Berlusconi burlesque (dall'Economist) e sul man che ha screwed an entire country
Forse.

Sono passati quasi 18 anni da quel 26 agosto 1994, quando il Silvio nazionale, allora solo padrone del Milan e della lustrinata tv privata Fininvest, si presentava come uomo della salvezza per un'Italia comandata da sinistroidi impreparati, un'Italia bloccata dalle politiche illiberali.

Risentendo quel primo discorso, il famoso intervento "Della discesa in campo", sarebbe bello chiedere un rendiconto delle promesse fatte allora.

E magari individuare già i germi della futura distruzione dell'Italia. Per non commettere più l'errore di farci convincere (parlo di un noi impersonale: personalmente non mi ha mai convinto) da belle parole.

 


 



<<l'italia è il paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze e i miei orizzonti [mio... mio... mio.... e a noi che rimane?].
Qui ho imparato da mio padre e dalla vita il mio mestiere di imprenditore [mio e ancora mio, la prima parola che imparano i bambini],
qui ho anche appreso la passione per la libertà [effetto dell'accumulo: qui è sottinteso, ma era facile capire che anche qui ci stava: mia libertà]>>


<<Gli orfani e i nostalgici del comunismo [anche allora aveva 'sta mania]
non sono infatti soltanto impreparati al governo del paese [meglio candidare veline e igieniste dentali],
portano con sé anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con l'esigenza di un'amministrazione pubblica che voglia essere liberale in politica e liberista in economia [di liberalizzazioni se ne sono viste poche, coem di privatizzazioni o vendite di immobili statali].

Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate, dicono di essere diventate liberal-democratiche, ma non è vero: i loro uomini sono sempre gli stessi [su questo non posso dargli torto: sono gli stessi ancora oggi],
la loro mentalità, la loro cultura, i loro più profondi convincimenti, i loro comportamenti [loro... loro... loro, chiara contrapposizione retorica o sfoggio dell'uso dei possessivi?] sono rimasti gli stessi.

Non credono
nel mercato, nell'iniziativa privata, non credono nel profitto [il suo o il nostro?],
non credono nell'individuo, non credono che il mondo possa migliorare attraverso l'apporto libero di tante persone tutte diverse l'una dall'altra [una sinistra negativa e senza fede: Silvio propone un credo].

Non sono cambiati: ascoltateli parlare, guardate i loro  telegiornali pagati dallo stato [questo problema l'ha risolto alla perfezione, oggi è rimasto solo Rai3 e RaiNews],
leggete la loro stampa. Non credono più in niente [gli infedeli],
vorrebero trasformare il paese in una piazza urlante che grida, che inveisce, che condanna [condanna cosa? prima delegittimazione del bene comune: condannare gli errori è da bacchettoni. Quasi si sente urlare "Barabba, salviamo Barabba!"].

Per questo siamo costretti a contrapporci a loro, perchè noi crediamo nell'individuo, nella famiglia [...].

Da imprenditore, da cittadino, e ora da cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza, ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchere incomprensibili, di stupide baruffe e di politicanti senza mestiere.
Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno [per questo non vuole la patrimoniale],
più prospera e serena [spiegalo oggi ai 3 milioni di italiani che non cercano nemmeno più un lavoro],
più moderna ed efficiente, che sia protagonista in Europa e nel mondo [
su questo niente da obiettare: è da mesi che siamo sulle prime pagine di tutti i giornali stranieri e pure nel cuore - e sullo stomaco - di Merkel e Sarkosy].
Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per in nostri figli un nuovo miracolo italiano.>>


Allora non lo sapevamo, ma l'Economist ci ha visto giusto: tranquilli signori, That's all, folks



 


7 novembre 2011

Amore facile 2

Stavolta è toccato a me essere allettata dalle promesse mirabolanti di una giovane ucraina.

Dopo l'Amore facile, eccomi preda di una signorina - o chi per lei - che cerca di concupire il mio cuore di uomo deluso promettendomi il suo amore da geisha, e senza neppure conoscermi.
Il mio fascino non ha confini geografici ma neppure interattivi.

 

oggetto: Davvero si desidera avere prestato attenzione a me

Ciao.
Come stai? Spero che tutto va bene!
Mi presento!
Il mio nome e Xxxxxxxxxx . Ho 28 anni.
Sono la donna misteriosa di Ucraina.
Io  sono  la  persona  gentile,  cordiale, senso dell'umorismo e buone maniere.  Vorrei  trovare il sincero, amichevole e onesto che mi ama e io  nel mio modo io daro il mio cuore, io apro l'anima e daro tutto me stesso!
Faro  tutto dipende da me, perche voglio che il mio amato e la persona piu  felice  sulla  terra! Il loro status sociale e lo spessore di una borsa, una nazionalita non e importante per me. Credo che l'amore vero dovrebbe  essere  basato su sentimenti genuini! I don `t vuole giocare

perche  non sono una ragazza, voglio trovare il mio uomo adorabile! Se siete interessati a me - si prega di scrivere sulla mia
e-mail: xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
foto qui: xxxxxxxxxxxxxxxx

Non vedo l'ora la tua lettera!
Distinti Xxxxxxxxxx.




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1 novembre 2011

Punti su punti

Ieri è stata la giornata dei 100 punti di Renzi e dei 5 punti di Montezemolo. Oltre al numero 5 (anche i Big-bangisti - leggi *ghisti - hanno proposto cinque macro aree), c'è qualcosa in comune tra la visione dei giovani sinistrodi e l'ex leader di Confindustria?

Prima differenza: lo stile.
Purtroppo i Bb non hanno sfruttato il momento di visibilità al meglio, sfornando le 100proposte tutte in un giorno, limitandosi perciò a un titolo e a una breve descrizione (
le ragioni di una esposizione poco efficace? trattate qui da Giovanna Cosenza). Non sarebbe stato più chiaro ed efficace esporre 5punti al dì? Più commenti e più possibilità di approfondire ogni punto, più visibilità continuata per le prossime settimane. M. espone meglio, concentrando tutti i movimenti essenziali in cinque punti, chiari e concisi, incanalando su di sé l'attenzione con qualche bordata contro il governo. Insomma, i numeri non sono un'opinione: sfido chiunque a leggersi il malloppo di 100 proposte e i cinque punti dell'imprenditore.

Leggiamo.
I 100 punti. Essendo io somma pontefice di lettura veloce, oltre che capace di sorbirmi qualsiasi cosa scritta, ho cominciato la maratona e sono arrivata al punto 15, dove sono inciampata nel primo dubbio riguardo a un programma così cent-articolato:

15. Una strategia per il Mediterraneo in trasformazione.
Siamo il paese europeo più vicino (...) L’Italia dedichi una speciale attenzione a questi paesi aprendo sedi di istituti italiani di cultura, approfondendo gli scambi economici e culturali; offrendosi come un paese che può aiutarli nel passaggio alla democrazia.

Mi sembra che tutto ciò sia stato fatto anche precedentemente la ribellione, come dimostrato dall'amicizia gheddafiana e dalle truppe impegnate nel conflitto di pace per colmarli della nostra cultura e del nostro enduring freedom. Tant'è che tra i commenti spicca un "NO, è un compito da demandare alla UE", e non è un commento da poco, visto che sono anni che lanciamo grida di aiuto all'Unione per il problema immigrazione.

Avanziamo. Il punto 19 parla delle pensioni, tasto dolente ma soprattutto privo di sensibilità per la situazione di welfare al femminile.

19. Riformare le pensioni per avere ancora le pensioni.
Sulle pensioni si può, fin da subito, parificare l'età pensionabile delle donne con quella degli uomini, instaurando una finestra anagrafica unica di 63-67 anni (...).

Chi si occuperà di bambini e anziani? I nonni pensionati non saranno più tali, e i figli - con gli stipendi da fame - potranno permettersi asili e/o infermieri domiciliari? Ma dopotutto parlano i giovani ex-rottamatori, non si affronta la realtà dell'Italia che invecchia.

I 5 punti di M. Questi scorrono agili e veloci, sembrano anche incredibilmente convincenti e quasi mi lascio andare a un'ovazione per la progettualità. Che l'unico modo per salvarci sia lasciarci guidare come un'impresa?
In breve, M. inizia con la proposta di tagliare le province (-> punto 4 Bb), in più aggiunge un taglio ai parlamentari e ai beni di stato (di questo nulla nei 100punti). Anche M. parla di contratto unico (-> punto 35 Bb) e di un sacrificio per chi gode di contratto a tempo indeterminato con una pensione più tardiva (-> punto 19 Bb). E ancora tassa sui patrimoni (-> punto 18 Bb), ma anche un importantissimo vincolo di destinazione nel fisco per sapere dove finisce ogni singola tassa (questo non è male, ma nel 100punti non c'è). Un occhio ai giovani e alle donne e la liberalizzazione di tanti settori (BB si sono limitati a quello dei trasporti, punto 73).


L'effetto è che ci siano molti punti in comuni tra la nuova sinistra e la vecchia destra.
Da una parte Renzi, la nuova anima della sinistra moderata: un po' star, un po' imprenditore, un po' politico e un po' comunicatore. Dall'altra Montezemolo: più comunicatore, più organizzato e anche più realistico dei big-bangisti. Insomma, per nulla politico.

La grande differenza che emerge è proprio nell'organizzazione.
M. infonde tutto il suo sapere imprenditoriale, sviluppando problema - soluzione - risorse. Insomma, esplicita non solo il cosa, ma anche il come, il quando e il perché: M. pone il problema, propone soluzioni e spiega come e con che fondi attuarle.
I 100 punti peccano di questa piccola mancanza. Si propongono servizi di promozione culturale e artistica, migliorie in vari ambiti, ma il come operare non è chiaro. Soprattutto il dove reperire i fondi per tanti cambiamenti.

Al punto 99 - mentre sospiro di sollievo per essere arrivata alla fine della maratona - trovo forse svelato l'arcano:

99. Servizio civile obbligatorio.
Un tempo di servizio agli altri coincidente con la maggiore età, della durata di 3 o 6 mesi. I contenuti ed i processi adeguati a gestirlo sono una responsabilità del terzo settore che deve inventarsi anche forme per sostenerlo e finanziarlo.

Inventarsi i fondi. Che sia questa la soluzione?



28 ottobre 2011

L'amore facile

Ho sentito talmente spesso raccontare che le ragazze sono in strada per scelta, che avevo quasi finito per crederci.

Leggi di mercato, e le vittime siamo sempre noi. E la nostra umanità, che si abitua a vedere corpi venduti per strada perché 'è il mestiere più vecchio del mondo'.

Ragazze ucraine che si vendono su internet, loro stesse si proclamano pronte a sposare un 60enne, perché l'amore non ha età, dicono loro, perché la loro giovinezza non ha futuro, aggiungo io.

Gli italiani hanno un triste primato in questo turismo sessuale e in questo mercato di strada.
Le ragazze intervistate (non quelle obbligate a prostituirsi, quelle che cercano il fidanzato straniero) sanno cosa desidera l'uomo italiano. O almeno credono di saperlo: si professano mogli devote, casalinghe ineccepibili e madri amorevoli, pronte ad aspettare a casa il loro uomo perché 'se l'uomo è l'uomo sono pronta a tutto'
Perché scegliere una ragazza ucraina anziché italiana?
'Perché con me saresti un re, ti regalerei la mia vita, la mia giovinezza, la mia bellezza'
'è il diritto di ogni uomo avere una casa in ordine e pulita, e questo lavoro spetta alla donna, non all'uomo'

Ecco l'immagine che ha l'uomo italiano all'estero: diviso tra il tradizionalista macho e il turista alla ricerca del sesso facile.
Umiliante per la metà maschile di'Italia: ma è davvero così?


Talvolta la tv fa qualcosa di utile, e "C'era una volta" di Rai3 appartiene a questa categoria.
Si inizia con una carrellata di corpi esposti nella vetrina mediatica delle agenzie matrimoniali dell'est, poi però l'autore (Silvestro Montanaro, giornalista non solo di nome ma di fatto)
decide di partire per Kiev e di incontrare queste giovani sognatrici dell'amore straniero.

La verità è un'altra, e scopre - tra interviste e le immagini di una periferia miserabile - la realtà di un paese dove il corpo è diventato per le giovani donne l'unica merce vendibile.
Ragazze che cercano di incastrare l'occidentale di turno (o più di uno) per sopravvivere.
Scelta? Dipende, perché la mafia è entrata di prepotenza e ne ha fatto mercato di carne umana. Ragazze che sperano in un lavoro all'estero e si ritrovano chiuse in una stanza e trasformate violentemente in prostitute. Idem per le donne rumene, moldave e brasiliane.
E noi accettiamo tutto con rassegnata indifferenza.



18 ottobre 2011

La libertà di indignarsi

Il 15 Roma si è aggiudicata il triste primato mondiale tra tutte le città indignate.
Danni per milioni di euro.
Feriti.
Una guerriglia urbana e forze dell'ordine che non sono riuscite a contenere il centinaio di neri.

Le domande emerse in questi giorni sono tante. Le riassumo per dovere di cronaca:
- polizia incapace di contenere i violenti
- misure preventive inadeguate
- violenze su cose e persone ingiustificate che hanno distolto l'attenzione dalle migliaia di persone pacifiche

Pagati? Pagati da chi? Organizzati per distogliere l'attenzione dagli indignati veri?

Lasciamo perdere le ipotesi sui complotti.
Proviamo a concentrarci sui risultati diretti.

Oggi il ministro Maroni ha riferito in Senato: le sue parole mi fanno sinceramente paura.
Dice
"C'era l'intenzione di attaccare sedi istituzionali, in primo luogo Camera e Senato."
Ho seguito la manifestazione in diretta su RaiNews24: i violenti non hanno cercato di sfondare nella zona rossa, hanno seguito il corso del corteo.
"C'era la volontà di ricreare l'incidente avvenuto a Genova durante il G8 e solo grazie alle forze ordine si è impedito che ci scappasse il morto"
La volontà di morire per dimostrare cosa? Secondo il ministro volevano sacrificare uno di loro a favore della causa, ma di quale causa? Non lo specifica.
"La nuova emergenza di ordine pubblico che si è manifestata a Roma ha la sua principale fonte nell'area anarchica"
Convinzione supportata dai fatti?
"Nell'area romana frequentano centri sociali e gruppi come Acrobax, i Rash e gli Ultras romanisti del gruppo dei Fedayn". Poi c'erano "i disoccupati organizzati napoletani". Dei 12 arrestati, nove sono "residenti tra Roma e provincia, di cui uno solo noto alla Digos; poi c'è uno studente di Bologna che frequenta il gruppo Caos; un rumeno residente a Varese e un ragazzo varesino di 22 anni"
E continua con l'esempio di quattro ragazzi fermati dalla polizia ma subito rilasciati
"I quattro sono stati trattenuti, identificati, denunciati, ma poi rilasciati, non potendo i carabinieri trattenerli perché non avevano ancora commesso il reato di violenza e resistenza che si apprestavano a compiere di lì a poco"
Ecco perché vuole una legge che permetta l'arresto preventivo.

Capisco la rabbia dei romani, la rabbia dei manifestanti pacifici, la rabbia di poliziotti e carabinieri finiti all'ospedale.
Però prima di parlare di arresto preventivo, consiglierei di fermarsi e riflettere.
Quali sono i termini per l'arresto? Chi frequenta circoli anarchici (una corrente di pensiero legittima) verranno condotti in questura il giorno prima delle manifestazioni, poi il controllo si estenderà anche ai circoli di estrema sinistra e forse (ma non ci giurerei) alle case di estrema destra. Così, chiunque esprima una linea di pensiero che va oltre la linea di moderazione - spostata di volta in volta dal governo di turno (anche la Lega altrimenti finirebbe nel mirino preventivo) - sarebbe trascinato in carcere.
E chissà se è prevista anche una possibilità di redimersi, o non si potrà mai più partecipare a manifestazioni di nessun genere.

E' facile limitare la libertà. Basta trovare un espediente, e la paura va benissimo come giustificazione. Per la paura si è accettato di lasciare nelle mani di cittadini organizzati in ronde la notte delle nostre città. Per la paura lasciamo in lager legittimati i migranti che arrivano in Italia. Per la paura stanno proponendo di arrestare preventivamente - quindi senza un reato - dei ragazzi perché frequentano circoli caldi.
E intanto bombe carta e armi varie erano nascoste lungo le strade del corteo. E nessuna intelligence, nessun servizio segreto, nulla di nulla ha permesso di trovarle prima che scoppiasse la cagnara.

Ecco i risultati, cari violenti:
1. gli indignati protestavano contro la Tav, per la disoccupazione, contro la casta, contro i tagli ai servizi etc etc. Ebbene, tutto passato sotto silenzio, coperto dal clamore dei violenti.
2. avete regalato la possibilità di erodere ancora un po' la libertà delle persone

E ora?
Con le nuove regole, si placheranno gli animi o si passerà definitivamente a una lotta senza quartiere?


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15 ottobre 2011

Vivisezione: il caso Green Hill 2001

Oggi è il giorno degli indignati per 82 paesi nel mondo.
I ragazzi che presidiano Green Hill 2001 non sono Gli Indignati, ma indignati lo sono comunque.
Green Hill 2001 è un'azienda nel bresciano che produce cani beagle per la vivisezione.
250 cani partono ogni mese per i laboratori di tutto il mondo: per l'occasione i clienti possono richiedere che ai cani siano asportate le corde vocali o ghiandole che non servono ai loro scopi.
Il sindaco di Montichiari dice di non poter far nulla per fermare quell'azienda, nonostante esista una Legge Regionale (33/2009) che impedisce agli allevamenti di cani di possedere più di 200 capi e stabilisce specifiche metrature necessarie per ogni animale posseduto.

Purtroppo Green Hill 2001 è indenne da questa Legge: non è un allevamento come gli altri, è per la vivisezione, quindi può seguire le regole dei laboratori di vivisezione, dove gli animali vivono sperimentando su di sé tagli, abrasioni, scottature, acido negli occhi, e così via. Quindi i cani di Green Hill 2001 vivono come galline in batteria (uova da galline da allevamento a terra: nemmeno più le galline le vogliamo vedere così, suvvia!) prima di finire sui tavoli dei laboratori come carne da macello ancora viva.

Pare che Green Hill sia stata acquistata da Marshall Bio Resources, un'azienda americana che si definisce "an internationa breeder of animals for biomedical research" (un allevatore internazionale di animali per la ricerca medica): andate a visitare il sito e godetevi le immagini di cagnolini, maialini e furetti che sfilano sulla destra. Addirittura sui blog si parla di una Marshall ferret che vende furetti da compagnia dopo averli allevati in strutture intensive, sterilizzati e deghiandolati.



Vivisezione
L'uso della vivisezione è ancora dibattuto: nonostante il mio parere contrario anche per l'ambito medico (difficile intaccare il mio fatalismo religioso), non tutti sanno che vengono utilizzate cavie anche per creare prodotti di bellezza o per l'igiene della casa.

E' necessario effettuare vivisezione per i cosmetici?

Trucchi, dentifrici, profumi giustificano esperimenti, come per Acquafresh, Adidas, AnticA Erboristieria,AZ,Belle Color, Bausch&Lomb, Clear, Clearasil, Colgate, Dove, Garnier, Infasil, Intervallo, Johnson&Johnson, Lactacyd, Lancaster, Lancome, Leocrema, Lines (assorbenti adulti), Lines Lei, L’Oreal, Max Factor, Maybelline, Mennen, Mentadent, Kerastase, Napisan, Neutromed, Oral-B, Palmolive, Pampers, Pantene, Rimmel, Saugella, Studio Line, Shiseido, Sunsilk, Topexan, Veet, Vichy, Vidal, Botega Verde.

O vivisezione per pulire meglio casa: la dolcezza di Coccolino non frena le prove di laboratorio, come per Ace-Gentile, Aiax, Anitra WC, Autan, Ava Perla, Baygon, Bio Presto, Bio Shout, Bolt, Bounty, Bravo, Calfort, Cif, Coccolino, Dash, Duracell, Dixan, Fabuloso, Finish, Glassex, Idraulico Liquido, Lavasbianca, linea Ace, Lenor, Lip, Lysoform, Napisan, Nelsen, Mastro Lindo, Mr Muscolo, Off!,Pronto, Perlana, Raid, Scottex, Sole, Sidol, Splendid, Svelto, Swiffer, Vernel, Viakal.

Pollice sù per quelle aziende che hanno ricevuto la certificazione Cruelty Free dopo i controlli ICEA in collaborazione con la LAV (Lega Anti Vivisezione), come per Coop e Nuvenia e tutte queste altre da promuovere per l'impegno (anche se non sono multinazionali immense come le altre).

Informazioni e approfondimenti nel sito www.fermaregreenhill.net.


Perché indignarsi per questo?
Oggi si protesta in tutto il mondo contro un sistema che ha fagocitato l'uomo a favore dei soldi.
Vivere secondo etica, nel rispetto della vita (umana, animale e vegetale) non dovrebbe essere un obiettivo tanto utopico.
Attenzione.
Il mercato sta mostrando sempre più i propri limiti, con i problemi si ingigantiscono giorno dopo giorno.
E, presi dalla foga di combattere i massimi sistemi del male, si rischia di lasciare in secondo piano quelle battaglie fatte giorno per giorno, si rischia di concentrarsi sopra il grosso del problema, mentre ci strappano quei pochi diritti vinti o ci ricacciano indietro in quei piccoli passi avanti che sembravano essere stati fatti.
Il rischio è che ci riduciamo a
1. accettare scandali quotidiani perché accecati dagli scandali mondiali ed eccezionali
2. perdiamo terreno in battaglie combattute per anni, scoprendo in più che in realtà erano stati passi avanti palliativi

Il mercato non funziona più: siamo schiavi di regole assurde che calpestano tutto in nome del profitto di pochi rovinando la vita alla maggior parte delle persone.

Non lasciamoci scappare niente. Non accettiamo più nessun compromesso in nome di un mercato che non ci ripaga. Non accettiamo torture di nessun genere, né finanziarie, né fisiche.
Vigiliamo. Vigiliamo.


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7 ottobre 2011

L'accumulo

Settimana impegnativa quella appena passata.

Il crollo economico diventa crollo reale nel mondo in nero di Barletta, mentre Moody's declassa l'Italia di altri punti. L'incauto assassino di una americana si costituisce, l'assassinio di una inglese rimane impunito, le prove si inquinano e il Ris non sbaglia un colpo in tv.

La Marcegaglia chiede una svolta politica per l'economia del paese, Montezemolo chiede responsabilità dal governo, l'Europa chiede quotidianamente rigore nei conti, la Grecia si chiede fra quanto li seguiremo nella caduta libera.

Il nostro Presidente della Repubblica chiede all'Italia unità e coesione sociale per salvarsi dalla crisi, i leghisti attaccano il Quirinale per salvarsi dai propri elettori. Il Ministero dell'Istruzione vaneggia di un tunnel e sbaglia 975 quesiti per il concorso di Dirigente scolastico, mentre nella nuova scuola più rigorosa calano i bocciati e scompare la carta igienica dai bagni.

I processi al Presidente del Consiglio si moltiplicano e incontrare il primo ministro macedone non è impedimento legittimo. In Parlamento si discute di intercettazioni, Nonciclopedia lancia sul web una campagna pro-oscenità e Wikipedia per ora schiva il ddl. Gli Indignados si moltiplicano e tre donne vincono il Nobel.

Dopo tre anni, Berlusconi ha riconosciuto che la crisi - che in Italia non c'è mai stata e poi avevamo già passato - è mondiale. L'Italia non ha più credibilità a livello internazionale e in Parlamento si vota a favore di politici accusati di concorso in associazione mafiosa. L'economia chiede sicurezza per non affondare e da mesi si litiga sul prossimo governatore di Bankitalia.

I nostri governanti hanno una visione onirica della realtà. Per capire quanto è grande il baratro tra realtà e illusione, bastano le parole di un Ministro e di un Presidente del Consiglio
"La Padania e' una nazione stimata e conosciuta in tutto il mondo. L'Italia sta in piedi perchè c'è la Padania che pompa i soldi, altrimenti cadrebbe" (Bossi)
"quando un cittadino alza il telefono e sente di poter essere controllato, può temere che ciò che dice al telefono e che in un paese civile e libero dovrebbe restare inviolato può vederselo su un giornale qualche giorno dopo"

L'accumulo provoca assuefazione da situazioni paradossali?


1 ottobre 2011

La parola alla violenza

Napolitano ha chiarito un concetto chiarissimo: l'Italia è una, e chi ha giurato sulla Costituzione dovrebbe saperlo (leggi: i ministri della Repubblica).
I leghisti al potere hanno espresso un concetto altrettanto chiarissimo: la base popolare ci sta abbandonando, proviamo a puntare sul vecchio leitmotiv della secessione (ma come è che non si parla più di Roma ladrona?) che se no ci mandano a zappare il sacro suolo padano.

I politici sono seduti su una pentola a pressione. Eppure non risparmiano parole di violenza, probabilmente non si rendono neppure conto della pericolosità del momento.
Ormai siamo assuefatti alla violenza verbale. Come ci siamo assuefatti a sentirci raccontare stupidate da chi dovrebbe guidare la nazione.

"il Capo dello Stato sembra collocarsi, e molto stranamente, tra i nemici della libertà" (Borghezio)

Anche i giornali non sono da meno, fomentando la lotta.
"si è scatenato contro il diritto dei popoli a scegliersi l'indipendenza, il loro diritto a non mettersi una corda al collo con la classica grossa pietra legata all'altro polo»" (Schena sulla Padania)
"Attacco
alla Lega sulla secessione: "Il popolo padano non esiste". I falchi della Lega accettano la sfida: pronti alla prigione" (il Giornale)

Parole. Ma non dimentichiamo che dalle parole ai fatti il passo è sempre più breve.

L'ipotesi è:
- sono inconsapevoli della spirale di violenza che stanno fomentando
- sono consapevoli e il loro obiettivo è proprio quello

In entrambi i casi il pericolo è elevatissimo.
Nel secondo la macchinazione sarebbe macchiavellica ma non così improbabile. Per salvare gli attuali politici dal fallimento totale l'unica soluzione potrebbe essere creare uno stato di emergenza, una situazione tragica in cui diritti e doveri sarebbero tolti a favore della sicurezza.
Vigiliamo e stiamo a vedere.


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30 settembre 2011

Ssssshh....

Il silenzio sono le uniche parole possibili per non affondare.

Possibile che non esista un organo in Europa con il potere di dire basta a questa pazzia dilagante, con il potere di imporre quella dignità e quel rispetto alla base del governare l'altra gente?

Possibile che non possa mettere un freno a queste leggi salva-premier, che ci lasciano ogni giorno più poveri e più sbeffeggiati davanti al resto del mondo?

E' possibile che nessuno possa frenare questo potere giocato sull'imbroglio e il servilismo becero di chi non permette che gli accusati vengano giudicati?

Sento parlare questi politici rampanti e mi stupisco dell'assoluta mancanza di modestia nel mostrare appieno la propria ignoranza.
Un minimo di decenza, signori, c'è ancora chi è debole di stomaco di fronte a cotanta esibizione di stupidità.
Continuano a salvare capo e capetti, sperando di mantenere il proprio posticino al caldo, mentre il resto del mondo viene squassato dai principi della crisi. Si illudono di essere dentro la bolla del potere, intoccabili ma toccati da quell'aurea di invincibilità che circonda il mastro.

Ma la gente è stanca? Sì, credo che la gente sia stanca.
Ma è abbastanza stanca? No, non ancora, ma forse manca poco.
Poco a cosa? Allo scoppio della stanchezza. E della bolla illusoria.


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16 settembre 2011

Lady Bossi: la strega dei cliché

Dopo l'uomo nero, ecco tornate pure le streghe, anzi LA STREGA, la moglie dell'uomo che ultimamente fa mandare giù troppi rospi amari al premier e il cui potere va bilanciato.

Panorama ci racconta, in un articolo di denuncia, di Manuela Marrone in Bossi, descrivendola niente meno come
- "anima nera della Lega",
- la matrona che tiene le redini del partito,
- la donna in grado di "offuscare la vista del Senatùr" - l'artefice di un "cerchio magico" intorno al marito
- la pericolosa stratega che ha accostato al marito l'amica Rosy Mauro “permettendole di scrivere l’agenda e decidere chi poteva avvicinarlo"
(da Repubblica  e Il Fatto quotidiano)

La Lega è un partito di personalismi, tradizionalismi, favoritismi, una grande famiglia molto simile alle grandi famigghie meridionali, dove la carica si trasmette per eredità parentale (al di là dei meriti, come è evidente parlando del Bossi junior), orientato al proprio orticello e che vuole sollevare barriere verso l'esterno.
E' un partito cresciuto sulle paure popolari del diverso, dell'immigrato, del forestiero (inteso come colui che viene da più di 100 km di distanza), sugli orgogli territoriali, sulle promesse semplici da promettere (non da mantenere) SICUREZZA e PENSIONI.
E' il partito che usa lo stereotipo della mascolinità come bandiera.

Ecco perché anche l'attacco, per non peccare di efficacia, usa l'unico linguaggio a cui sono stati abituati i leghisti: parla per stereotipi ancestrali.
Signore e signori, vi presentiamo la donna cattiva, un po' strega e un po' megera, che comanda l'uomo minandone il potere.

QUINDI
1.
Umberto Bossi perde di autorevolezza: la Lega del celabbiamoduro si scopre essere un matronato, alla faccia del pater familias
2.
Lei è donna furba e pericolosa, che ha sistemato i suoi accoliti accanto al marito e difende il feudo dai traditori
3.
Lei è donna ma anche madre, e vuole spianare la strada al figlio imbelle
4.
Lei è pure un po' strega, e offusca la vista del senatur creando intorno a lui un cerchio magico.

Eccola, un po' Eva, un po' Circe, un po' Tamora e un po' Lady Macbeth.

Possibile che più la crisi si fa nera, più si scopre che l'Italia non è cresciuta per niente?




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9 settembre 2011

Il rossetto a nudo

"Kate si spoglia per il rossetto e la pubblicità fa discutere",
e io - scema- ci sono caduta.
Ecco il più vecchio trucco del mondo: un redazionale (leggi articoli creati in collaborazione con il brand).

E' una galleria fotografica apparsa su Repubblica D (aahh, ma di questo parleremo successivamente) in cui si presenta il caso "rossetto e Kate Moss nuda".
Mentre sfilano le foto della Moss in un'alternanza tra il vedo/non vedo e il primissimo piano rossettato, il giornalista si chiede "se fosse proprio necessario spogliarsi per lanciare un make up", subito dopo però descrive le 15 tonalità del rossetto che piacciono tanto alla top model. Dovere di cronaca o presentazione di una nuova linea di prodotti?

Trovo redazionali - simil/redazionali alquanto sordidi e maligni: si infilano tra gli articoli reali con l'innocenza di una pecorella smarrita ma con la malizia della notiziona che fa discutere. E mi chiedo in quanti si accorgano del loro scopo reale.

In questo caso hanno sfruttato il nudo (a naked girl: chi non va a vedere?) e la denuncia (per le ritornate femministe). Così incantano sia il guardone (un aspetto che è in ognuno di noi, inutile negarlo), ma sfruttano anche il nuovo must del Senonoraquando. Per assicurarsi un click in più.

Il risultato è che continuamo a usare il corpo delle donne come il miele per attirare i polli, e in più ci autodenunciamo per quello che facciamo. Come i più efferati criminali che firmano i propri crimini per ottenere fama. O che vanno a confessarsi prima della marachella successiva. Così mostriamo deretani e seni, ma con la coscienza pulita.




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6 settembre 2011

La politica da bar

Prima l'università e la naja.
Poi l'articolo 8.
Poi le pensioni, la tassa di solidarietà, poi la patrimoniale, l'IVA e le province.

No, sì, sì, no. forse. Non si sa.

Perché sono tutte parole al vento, lanciate ai giornalisti fuori da case, casette e incontri clandestini, paparazzi della riforma economica che cercano di cogliere ministri e potenti in fallo.

La verità è che non si sa ancora come andrà a finire.

Perché sono parole al vento, bablamenti tra le mura di Arcore, di Pontida, di Canicattì.

Forse il primo modo per riottenere credibilità sarebbe cominciare a parlare nei posti ufficiali in riunioni ufficiali con conferenze stampa ufficiali.
E votazioni ufficiali, senza lo spauracchio della fiducia lanciato come un asso di briscola al tavolo dei nostri politici, che ciarlano dell'Italia a picco neanche fossero al bar.

 

Povera Italia. Poveri noi.


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31 agosto 2011

L'anticattolico sdegnato

L'anticattolico sdegnato, appena viene diffusa una notizia contro la Chiesa, è il primo ad abbocca e a dimenticare tutto il resto (l'attuale manovra spenna-polli - noi siamo i polli).

Il tipico anticattolico sdegnato lo riconosci perché tende a usare le bestiemme come interpunzione, ma provandone in più una sorta di sordo piacere perché lui ne ha il diritto. Non conosce le Scritture, né i comandamenti, ma ritiene che il catechismo abbia stravolto gli ideali di pace e giustizia del mondo.
Se lo fai inoltrare nel suo passato, non ammetterà mai alcuna responsabilità personale nell'aver ricevuto comunione e cresima, neppure il battesimo sarà responsabilità dei suoi genitori, ma delle oscure macchinazioni di un prete malvagio e della tradizione popolare "che si fa così".
Non rifiuterà mai - nonostante la ferma avversione ai riti cristiani - di partecipare nel ruolo di testimone o padrino alle cerimonie di zii, cugini, nipoti o fratelli, anche per i genitori pretenderà un funerale in piena regola per non apparire spilorcio.
A Natale aspetta con trepidazione i regali.
Tende a difendere gli ideali bigotti di derivazione cattolica con più tenacia rispetto ai credenti stessi.
E' convinto che i preti debbano sposarsi "così non stuprano i bambini".
Strepita quando il Papa interviene nella vita pubblica, ma non si esime dal pontificare lui stesso sulla vita cattolica di conoscenti, amici e parenti.

E intanto l'italiano medio non si è ancora abituato al gioco degli scheletri della politica (se tu mi contrasti, tiro fuori un tuo scheletro dall'armadio per screditarti).
E ultimamente i rappresentanti cristiani picchiavano duro. Non restava che far leva sull'anticattolico sdegnato.


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